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Di Pure CBD

Dissequestrati a Torino 4,5 kg di canapa: per la Procura non c’è reato

TORINO – Quattro chili e mezzo di cannabis light tornano ai legittimi detentori. La Procura della Repubblica di Torino ha disposto il dissequestro di 4,5 kg di canapa, escludendo la sussistenza di un illecito penale.

La decisione si fonda su un dato ritenuto decisivo: il contenuto di THC era inferiore allo 0,5%, soglia considerata dalla comunità scientifica incapace di produrre effetti psicotropi o droganti.

Il sequestro e la decisione della Procura

Il provvedimento arriva al termine degli accertamenti svolti sulla sostanza sequestrata, nell’ambito di controlli sulla commercializzazione di prodotti derivati dalla canapa.
Dalle analisi è emerso che il THC presente non superava lo 0,5%, escludendo qualsiasi capacità di alterare lo stato psicofisico.

Sulla base di questi elementi, il Pubblico Ministero ha ordinato il dissequestro e la restituzione dell’intero quantitativo, ritenendo insussistenti i presupposti per procedere penalmente.

THC sotto lo 0,5%: esclusa l’offensività penale

Nel motivare la decisione, la Procura ha richiamato un principio centrale del diritto penale:
una condotta può essere punita solo se concretamente offensiva per il bene giuridico tutelato.

Nel caso della cannabis light oggetto di sequestro, la percentuale di THC rilevata — inferiore allo 0,5% — è stata ritenuta incapace di produrre effetti stupefacenti.
In assenza di efficacia drogante, viene meno l’elemento essenziale per configurare un reato in materia di sostanze stupefacenti.

Il ruolo della difesa

Il dissequestro rappresenta un risultato significativo anche sul piano difensivo.
Decisivo il lavoro dell’Avvocato Simonetti, che ha impostato la linea difensiva sul dato scientifico e sul principio di offensività concreta.

La difesa ha evidenziato come la sostanza sequestrata, pur trattandosi di infiorescenze di canapa, non fosse idonea a produrre alcun effetto psicotropo, rendendo illegittima la prosecuzione dell’azione penale.

Il contesto normativo

Il provvedimento assume particolare rilievo nel quadro delineato dal Decreto Legge 48/2025, che ha introdotto un divieto generalizzato sulla commercializzazione delle infiorescenze di canapa.
La decisione della Procura torinese chiarisce tuttavia che il divieto normativo non si traduce automaticamente in responsabilità penale.

Anche in presenza di una norma restrittiva, il diritto penale continua a richiedere una valutazione concreta degli effetti della sostanza.

Un segnale che pesa nel dibattito

Il dissequestro dei 4,5 kg di cannabis light rappresenta un segnale rilevante in una fase di forte incertezza per il settore.
La Procura ha ribadito che la canapa con THC inferiore allo 0,5% non può essere equiparata alle sostanze stupefacenti, in assenza di efficacia drogante.

Un principio che, ancora una volta, rimette al centro la scienza come parametro decisivo per delimitare l’intervento penale.